INFIAMMAZIONE NEL CLIMBER Uno dei problemi più frequenti in arrampicata

TENDINITI & Co:

TUTTO QUELLO CHE NON VI HANNO MAI DETTO SUI NOSTRI AMICI DOLORE E INFIAMMAZIONE.

Da una recente statistica fatta nel gruppo e sulla pagina facebook di patologia arrampicatoria è emerso che per il 29,54% dei climber è normale avere dei dolori causati dall’arrampicata.

Questa incredibile percentuale, inconcepibile in ogni altro sport, mi ha portato a riflettere che effettivamente tra i climber, che vengono a farsi curare da me una percentuale analoga giunge per problemi ormai cronicizzati. Dato che la cronicizzazione di un problema ( cioè averlo da molto tempo) lo rende più difficile da guarire e lo espone al rischio di progredire in un problema più grave, ho pensato di scrivere un articolo per spiegare almeno come una banale infiammazione trascurata possa portare a conseguenze anche molto gravi, come dolori cronici o lesioni.

L’ INFIAMMAZIONE

Per spiegare con parole semplici cos’è l’infiammazione iniziamo dicendo che è la naturale risposta dei nostri tessuti ad un danno. Nel caso della patologia arrampicatoria un trauma diretto (colpo), una lacerazione, una rottura, o la somma di tanti sovraccarichi ripetuti nel tempo, vedi PG e compagnia, porta all’infiammazione che è caratterizzata dall’aumento dell’apporto di sangue che causa gonfiore dolore e a volte persino arrossamento. Questo aumento del flusso sanguigno locale, infatti serve a riparare il danno. Quindi l’infiammazione è un fenomeno riparativo e utile! …. L’infiammazione è utile?! Inaudito! … Perché allora se prendo l’anti-infiammatorio il dolore passa? Sono domande legittime e sensate; lo sconcerto nasce dal fatto che si confonde il processo riparativo infiammatorio con il sintomo doloroso, che a sua volta viene mal interpretato. Infatti il dolore di per se è un campanello di allarme che ci avvisa di un problema e ci suggerisce di lasciare a riposo una parte anatomica affinché guarisca. Alla luce di questo appare evidente che assumere un anti-infiammatorio/anti-dolorifico quando compare un dolore dopo l’arramapicata non è una buona idea. Infatti bloccando l’infiammazione in fase acuta il tessuto viene riparato più difficilmente. Inoltre togliendo il dolore si perde lo stimolo a lasciare a riposo la lesione durante il processo riparativo.Però se il processo riparativo non viene portato a termine per una delle ragioni sopraindicate, si può andare incontro a una cronicizzazione dell’infiammazione.

LA CRONICIZZAZIONE

Nel caso di un’ infiammazione diventata cronica, ovvero un’ infiammazione che non passa più, il problema non è solo il dolore, ma la mancata riparazione della parte lesa e sopratutto l’alterazione del suo metabolismo che rallenta. In alcuni casi nelle infiammazioni croniche il dolore passa ma il metabolismo rallentato causa un progressivo indebolimento della struttura, con conseguente rischio di rottura in caso di sovraccarico.

CONCLUSIONE

La tendinite, ovvero l’infiammazione di un tendine, come tutte le infiammazioni acute è un fenomeno utile, perché porta alla riparazione di un danno, come anche il dolore che ci porta a lasciare a riposo una parte che sta guarendo… Quindi prendere un anti-infiammatorio/anti-dolorifico appena si sente un dolore è dannoso. Se non si lascia decorrere correttamente l’infiammazione durante la sua fase acuta si rischia di cronicizzare l’infiammazione che diviene quindi molto difficile da curare. Così oltre al persistere del dolore, non c’è la riparazione della lesione e il metabolismo (la automanutenzione) rallenta. A volte il dolore passa ma il metabolismo permane rallentato. Questo causa un progressivo indebolimento del tessuto.

Può quindi accadere che alla falesia dei Bagni Bormio, in un bel giorno d’autunno, assolato ma fresco e ventilato con un’aderenza fantastica, si faccia un bel lancio ad una tacca e si senta un crack con un gran dolore. A causa del rallentato metabolismo causato dall’infiammazione cronica il tendine, la puleggia, la giunzione miotendinea o l’inserzione si sono progressivamente indebolite. Così un sovraccarico, che supera la resistenza residua del tessuto, può portare a una rottura.

Dottor Kelios Bonetti, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, esperto in patologia arrampicatoria

Per info,visite, consigli mailto: patologia.arrampicatoria@gmail.com

Prenota una visita